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FOTO Baglioni, l'Italia è un paese da ricostruire

di Giorgiana Cristalli

La metafora del cantiere per raccontare una lunga carriera 'in progress', fatta di canzoni, dubbi e tormenti, ma anche per raccontare l'incertezza della 'Officina' Italia. Dopo rinvii e false partenze, Claudio Baglioni approda finalmente a Roma, la sua città, con il tour 'ConVoi Live', al Palalottomatica ieri (sold out) e stasera.

Se il percorso della sua carriera è definito, scandito e sintetizzato in una scaletta antologica di 33 canzoni, non è altrettanto nitida, agli occhi del cantautore, la strada che condurrà l'Italia fuori dall'incertezza e dalla crisi. Il concerto racconta il cantiere di un'ideale città in costruzione che, scena dopo scena, cresce e cambia identità, con la musica prepotentemente al centro della scena, senza interruzioni né parti parlate.

'Tutta un'altra musica' è la scritta che apre lo show, nella riscoperta di sonorità ed effetti 'analogici', con una super band di 13 talentuosi polistrumentisti. Prima di salire sul palco, con un caschetto da operaio in testa, Baglioni spiega: "Anche il Paese ha bisogno di essere rivitalizzato con una ricostruzione a cui aggiungere un'idea nuova per fare la casa del futuro, un luogo in cui vivere meglio". Una bordata, senza troppi giri di parole, al governo: "Non vedo nulla al momento, a parte buoni proponimenti". Riferendosi, più in generale, alla politica, aggiunge: "Da anni non credo alla capacità della classe dirigente. Ha fatto molti errori e costruito molto poco senza dare insegnamenti ai cittadini. È emanazione di una buona parte del Paese che buona non è. Ma un Paese è tanta gente, non solo il leader del momento, quindi ognuno dovrebbe diventare autore della sua opera", aggiunge, appellandosi anche al senso di responsabilità individuale degli italiani.

La scaletta del concerto include successi di ieri e di oggi per circa tre ore di spettacolo: si parte con 'Notte di note note di notte', 'E tu come stai', 'Dagli il via', si va avanti con successi evergreen tra cui 'Poster' e 'Io me ne andrei', prima di passare ad un siparietto dedicato alle nuove 'Dieci dita', 'E noi due là', 'In un'altra vita' e 'Una storia vera', per proseguire con l'inno 'Noi no', altre hit tra le quali 'Avrai' e 'Mille giorni di te e di me' e via verso la conclusione con 'Questo piccolo grande amore', 'Strada facendo', 'La vita è adesso', 'Via' e in chiusura 'Con voi', che è il nome del progetto che dovrebbe portare, forse entro il 2014, anche un secondo album con una decina di canzoni inedite e un'altra tranche del tour omonimo in autunno.

Un lavoro instancabile e meticoloso, alla soglia dei 63 anni, raccontato con sincerità ed emozione. Baglioni non si vergogna di raccontare il travaglio creativo, fatto di emozioni e anche di lacrime. "Ho pianto scrivendo 'Patapan' dedicata a mio padre e, nell'ultimo album, canzoni come 'Un'altra vita' e 'Isole del Sud', scritta per Lampedusa e Linosa".

Pensa ancora al ritiro dalle scene? "Molti colleghi hanno smesso perché arrivati ad avere ribrezzo del pubblico. Io invece non provo questa sensazione e non mi sono mai lamentato del mio pubblico, ma al ritiro penso tutti i giorni".

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