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Il lavoro in famiglia, 'alla pari' degli Stati Uniti

Programmi annuali con Wep, soluzione ideale per viaggi low cost

26 febbraio, 12:53

TORINO - Una scelta che "può far paura, ma è un'esperienza unica, non bisogna farsi spaventare dall'idea di partire". A parlare, da oltreoceano, è Emanuela, 24enne torinese da sei mesi a Washington DC, per la sua esperienza di lavoro alla pari, nell'ambito di un programma Wep.
   La formula Au Pair è tra quelle più consolidate per il lavoro all'estero e i vantaggi sono evidenti: a fronte di un incarico di 30-40 ore settimanali, in cui ci si prende cura dei bambini, la ragazza può contare su vitto, alloggio, un compenso settimanale extra e altri bonus, come le ferie pagate e un contributo per frequentare un corso di lingua.
   Il valore aggiunto è la possibilità di condividere la quotidianità con la famiglia ospitante, diventandone un membro a tutti gli effetti e immergendosi nello stile di vita del Paese estero, che nel caso dei programmi Wep sono gli Usa. "Se si ha voglia di viaggiare negli 'States' senza grosse spese questa è la soluzione perfetta".
   Non ha dubbi Emanuela, che nella sua casa americana ha il compito di prendersi cura di due gemelli di 6 anni. "La mia routine quotidiana prevede sveglia presto al mattino, per assistere i bambini nei preparativi per la scuola e preparare il packet-lunch. Da quando salgono sull'autobus, la giornata è tutta per me - racconta -. Ho molto tempo libero e la famiglia che mi ospita è davvero disponibile. Ho una camera con il bagno per me e posso prendere la macchina tutte le volte che ne ho voglia".
   Alle 15.30 la ragazza aspetta i gemelli alla fermata e li porta al parco, o li aiuta a fare i compiti per il resto del pomeriggio, fino all'arrivo degli adulti. "Le difficoltà sono quasi tutte all'inizio, quando non conosci i bambini e l'ambiente in cui vivi - aggiunge -. Ma una volta preso il giro, tutto diventa più semplice e scopri di essere molto più forte di quanto credevi. A sei mesi dalla mia partenza, sono già piena di ricordi da portarmi a casa, come i viaggi che ho fatto". E, naturalmente, i bambini: "Mi ci sono già affezionata!".

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